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mercoledì 17 ottobre 2018
Nuova norma UNI10200:2018, le novità


E' in vigore dall'11 ottobre 2018 la nuova norma Uni 10200 in materia di contabilizzazione del calore e ripartizione delle spese per climatizzazione invernale ed estiva ed acqua calda sanitaria.

La norma introduce importanti novità tra cui i criteri per la ripartizione della spesa in impianti dotati anche di raffrescamento estivo.

La principale novità riguarda la determinazione dei consumi involontari in caso di contabilizzazione indiretta (ossia attraverso i famigerati ripartitori di calore).

Entra in scena il «fattore d’uso» per perequare le spese energetiche degli edifici non a piena occupazione, come è il caso delle seconde case o degli edifici di recente costruzione, con unità immobiliari invendute.

La quota imputabile delle dispersioni (in media 25-30%) non consentiva la corretta ripartizione in base ai consumi effettivi. Tale valore, infatti, veniva calcolato considerando la piena occupazione dell'edificio. La nuova norma Uni 10200:2018 consente di superare tali criticità facendo ricorso al “fattore d’uso”, che deve essere calcolato annualmente. In particolare, quanto minore è il grado di occupazione, tanto più incide la componente involontaria (dispersioni dalle tubazioni comuni), con percentuali che possono arrivare anche al 70-80%.
In base al valore che ne risulta, si distinguono, convenzionalmente, questi due casi:
a) edifici normalmente abitati o piena occupazione, il cui consumo dell'esercizione dell'anno n-esimo si discosta al massimo del 20% rispetto al consumo reale dell'edificio in caso di piena occupazione definito dal termotecnico (in questi casi si procede come alla precedente versione della 10200);
b) edifici ad occupazione discontinua o saltuaria o parziale. In questo secondo caso, la nuova norma consente di effettuare la ripartizione delle spese tenendo conto degli effettivi prelievi volontari di energia termica degli occupanti.
 

Per aggiornarsi alla nuova normativa occorre quindi che l’assemblea incarichi un professionista abilitato affinché venga determinato il consumo totale effettivo dell'edificio in caso di piena occupazione e si verifichi la sussistenza dell’occupazione discontinua o saltuaria o parziale calcolando il fattore d’uso e, se necessario, si individui il criterio di ripartizione, qualora questo non fosse già desumibile dalla relazione effettuata stante la vigenza della precedente versione della norma Uni.Immagine correlata


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